La chiesetta di Gregorio e il Consonare Ensemble

Il professor Haim Baharier ripete molto spesso una frase che si sentì rivolgere dal padre nella sua timida infanzia: «non farti così piccolo, perché non sei così grande».1 Spesso, spiega infatti Baharier, nella riservatezza si nasconde un certo grado di arroganza, e «l’essere davvero umili non è alla portata di tutti». Diffidiamo dunque di chi si fa piccolo troppo facilmente ai nostri occhi, ma guardiamo anche con ammirazione a coloro che invece hanno davvero saputo rendersi minuti tra i giganti, perché non è cosa da poco. È facile quindi capire cosa ci ha attratto della chiesetta di Gregorio, la quale ogni giorno, negli ultimi dieci secoli, ha sfidato addirittura la maestosa basilica di Nicola taumaturgo, sua amata dirimpettaia, sul significato della vera bellezza. 

Unica sopravvissuta alla strage delle chiesette della zona, abbattute proprio per fare spazio alla basilica, San Gregorio degli Armeni è oggi la chiesa consacrata più antica di Bari. E anche nella nostra famiglia, come abbiamo riportato sull’invio, possiamo vantarci di un “antico” legame con lei. Paola e Antonio decisero di sposarsi lì l’8 giugno del 2000! Potevamo scegliere forse un teatro migliore per la nostra cerimonia? Venendo dal mare, che è proprio a pochi passi di distanza, la vista di Gregorio ti accoglie nella profumata piazza, sussurrandoti: «stai per ammirare uno dei luoghi più incantevoli eretti da mano d’uomo, ma non temere, ti terrò per mano, sei di famiglia».

Una volta trovato il luogo, ci siamo subito domandati quale fosse il modo migliore per riempirlo di musica, e io, come esponente emerito della gloriosa corale Cantico Nuovo di Traversetolo, non potevo che mettermi a cercare un ensemble di voci. Ecco che proprio al conservatorio di Parma, nella classe di chitarra classica (quanto è piccolo il mondo, vero papà?), studiava un giovane musicista pugliese, già da tanti anni amico di Virgi, che fa orgogliosamente parte del Consonare Ensemble: una formazione di musicisti e cantori provenienti da tutta la Puglia, con sede giusto vicino Bari. Lo abbiamo immediatamente contattato, e non lo ringrazieremo mai abbastanza per l’entusiasmo con cui ha subito accolto la nostra proposta.

Il direttore, Luigi Leo, oltre che stimato docente, è un inarrestabile fondatore di cori (se ne contano almeno sei), con i quali si esibisce regolarmente in tutta Italia da Matera a Udine. Il giovane Ensemble, del quale ascolteremo le voci di otto componenti (i più qualificati, si capisce), può già vantare primi premi a concorsi corali di livello nazionale. 

Ma più ancora dei professionisti, vorremo lì sentire le vostre voci! Non dimenticate di visitare l’articolo sul repertorio dei canti e di prepararvi sulle musiche e sui testi. Una celebrazione è efficace solo se è partecipata, soprattutto nel canto. E se, quando il direttore volgerà lo sguardo verso di noi, l’assemblea risponderà al suo appello con forza (senza star qui a badar troppo all’intonazione), in tutta la piazza risuonerà davvero una grande gioia!

  1.  Ecco un’intervista in cui la citazione viene meglio contestualizzata: http://www.acote.it/formazione/blog/dettaglio/?idb=11 ↩︎